Siamo un gruppo di cittadini veneti stanchi del malgoverno che da decenni gestisce la nostra regione, i nostri comuni e i nostri enti pubblici. Già troppi veneti sono stati costretti ad emigrare a causa dell'incapacità e dell’affarismo della vecchia politica e i prossimi non vogliamo essere noi. Per questo abbiamo deciso di prendere in mano il nostro destino e di difendere la nostra terra.

Il Veneto è da anni preda di inquinamento e cementificazione; il dissesto idrogeologico e i disastri ambientali sono effetti diretti dell'incuria, dell'incapacità e della voracità della classe dirigente. Il Partito del Cemento, trasversale alle amministrazioni di ogni colore, sta letteralmente uccidendo il nostro territorio. L’aria è sempre più irrespirabile ma gli unici investimenti in mobilità sono sempre e solo quelli in nuove e inutili opere pubbliche. Nel frattempo anno dopo anno le nostre città e i nostri paesi si allagano e a noi non resta che fare la conta dei danni e, ahinoi, a volte dei morti.

Il Veneto Locomotiva d'Italia è oramai un lontano ricordo e viviamo in una perenne stagnazione economica e sociale. Le opportunità sono sempre meno e la politica clientelare di Galan prima e di Zaia dopo sta asfissiando la vita di molti veneti. Le partite IVA, un tempo tessuto produttivo e sociale di base della nostra terra, sono abbandonate a loro stesse, le piccole e medie imprese lasciate in balia della crisi, il piccolo commercio assediato dai nuovi ed inutili centri commerciali costruiti in ogni dove. Licenziamenti, suicidi ed esclusione sociale sono il racconto quotidiano che ci accompagna oramai da anni senza che nulla sia fatto. Occorre uscire dalla crisi attuando una riconversione dell’economia in grado di produrre posti di lavoro e benessere per le persone e per il nostro territorio.

Nemmeno uno scandalo come quello del Mose è servito per togliere dai posti di comando una classe dirigente il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti. Da tempo assistiamo a fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale della nostra regione senza che la politica faccia e dica niente.

Sanità, Sociale, Innovazione, Scuola, Cultura e Università sono parole che sentiamo pronunciare solo quando c'è da tagliare fondi o da approvare un nuovo progetto per cementificare la nostra terra. Le politiche a riguardo si limitano alla spartizione di poltrone e di potere, e spesso vengono perpetuate utilizzando pratiche economicamente malsane come il project financing.

Vogliamo abbattere gli steccati della vecchia politica e ripartire dai problemi concreti delle persone costruendo dal basso un nuovo modello di sviluppo che, grazie al lavoro nei territori, alle buone pratiche già esistenti e alle politiche innovative nelle amministrazioni, possa far uscire dalla crisi morale, economica, sociale e ambientale il Veneto.

Per queste ragioni vogliamo costruire una rete orizzontale di cittadini, liste civiche, associazioni e soggetti sociali veneti che sappiano costruire assieme un modo nuovo di fare politica. Abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia negli altri che un tempo sosteneva i veneti facendogli fare cose straordinarie e che oggi è oscurata dalle paure propagandate da chi ci governa per nascondere i propri fallimenti. Il Veneto è da sempre terra d’accoglienza, è terra di passaggio, di confine. Abbiamo bisogno di integrazione, di dialogo, di ricostruire una comunità capace di aiutare.

Riprendiamoci la nostra terra! Costruiamo un nuovo Veneto Dal Basso!

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